Era il 15 maggio 2016. Dieci anni fa. Quella domenica a Barcellona il crash tra Hamilton e Rosberg liberò la via a Max Verstappen che alla sua prima gara con la Red Bull vinse subito diventando a 18 anni 9 mesi e 2 giorni il più giovane vincitore di sempre, un record che Kimi non è riuscito a togliergli.
In dieci anni ha vinto 71 gare e 4 titoli mondiali (più le 48 pole position, i 37 giri veloci, i 127 podi e le 13 vittorie Sprint). In dieci anni ha riscritto la storia ed è ancora qui a cercare di aggiungere nuovi capitoli come ha fatto la settiamana scorsa quando è andato a sfidare l’inferno verde del Nurburgring sfiorando la vittoria con la Mercedes GT3.
La Ferrari in questi dieci anni ha vinto 24 gare… Fate voi…
Dueci anni fa Max aveva reagito così:
“È una sensazione davvero speciale. Certo, non mi aspettavo di vincere; dopo l’incidente della coppia Mercedes, l’obiettivo era il podio, ma alla fine arrivare in cima è incredibile. Sentire l’inno nazionale olandese per la prima volta in Formula Uno, mi ha fatto pensare a mio padre e ho sentito che piangeva, quindi sì, è incredibile. Ha investito molto tempo in me e questo traguardo è anche merito suo”.
“Non ero nervoso durante la gara, cercavo solo di concentrarmi e guidare al meglio. Ci siamo concentrati molto sul mantenere vive le gomme perché al mio ultimo pit stop dovevo ancora fare 32 giri, ma ha funzionato bene! A cinque giri dalla fine ho visto che Kimi stava perdendo un po’, ci ha provato diverse volte e ovviamente questo consuma le gomme e da lì ho pensato ‘ok, ora concentrati sulle gomme e porta a casa la vittoria’”.
“Ricorderò sicuramente questo momento e al momento è una sensazione fantastica. È incredibile. Non ho parole per descriverlo. È stata un’ottima compagnia sul podio, voglio dire, Kimi ha persino corso contro mio padre, quindi è stato molto divertente! Ho festeggiato un sacco nel giro di rientro e mi è venuto pure un crampo…”
Su quel podio a Barcellona c’erano con lui i due ferraristi, Raikkonen e Vettel. Una storia che si ripete, quando non vincono i favoriti, non è la Ferrari ad approfittarne, ma c’è sempre qualcuno di mezzo. Quella voltà toccò a baby Max.


